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Dossier del mese

I bebč nuotatori

Nuove sensazioni su sfondo di risate.

Grida, risate, tappeti, palloni...

L’atmosfera è garantita nelle piccole vasche quando i bebè nuotatori si trastullano nell’acqua calda. Sin da quattro o cinque mesi, i piccoli possono iniziarsi alle gioie dell’acqua con i loro genitori. Qui non si tratta di imparare a nuotare, la parola chiave è: piacere.

Tutto un mondo di scoperte si apre ai bebè, quando arrivano nella piscina, riscaldata per loro a 32°. Scoprono il piacere dell’acqua, ovviamente, ma anche i suoni dei giochi acquatici e delle risate dei bambini, i colori dei numerosi giocattoli utilizzati come supporto alle attività. E soprattutto hanno, durante questa mezz’ora di ricreazione acquatica, un contatto affettivo con i genitori. Quelli che guidati dagli animatori specializzati, organizzano con il loro bambino giochi destinati a permettergli di acquisire una certa facilità nell’acqua.

Perché qui, non si tratta di imparare a nuotare: prima di cinque anni, le attività rimangono essenzialmente ludiche. E non è un caso se tra gli animatori, si trovano spesso, accanto ai bagnini specialisti della piccola infanzia, e a volte anche psicomotricisti o psicologi. La FAEL, federazione delle attività ascquatiche di risveglio e di tempo libero, che raggruppa un certo numero di piscine e di associazioni, raccomanda questo principio di squadre pluridisciplinari. Incoraggia infatti un stato di spirito ludico e concentrato sulla compiutezza psicomotoria ed affettiva del piccolo.


I vantaggi:

L’attività dei bebè nuotatori è perfettamente adatta ai bambini portatori di handicap e alcune associazioni, come “L’enfant d’eau” (piscina Jean Dame) li accettano volontieri.


Gli svantaggi:

Per il dottore Eric Saban pediatra a Levallois-Perret, quest’attività è sconsigliata ai bambini che vanno al nido, nella misura in cui, sono più spesso degli altri, soggetti a piccoli problemi di naso tappato, raffreddori, otiti... I piccoli che hanno otiti a ripetizione dovranno evitare di mettere la testa sotto l’acqua una volta alla settimana. infine, il Dr Saban ricorda che l’acqua clorata è brutta per i bambini che hanno una pelle sensibile e asciutta o che sono soggetti all’eczema.

 

Info pratiche:

I bebè sono accettati a partire dal momento in cui hanno ricevuto la loro secondo (o terza per alcune associazioni) iniezione del Pentacoq. Cioè verso  quattro o cinque mesi.

Alcune piscine aperte al pubblico dedicano uno spazio orario specifico ai bebè nuotatori: l’acqua è quindi riscaldata per loro a 32°. La maggior parte del tempo, sono le vasche scuole che ospitano i piccoli: più strette delle piscine (misurano in generale dai 10 ai 20 metri di lunghezza), hanno una profondità massima di circa m.1, 40 , e la loro acqua è riscaldata a 32°, e testata in permanenza.

Per i piccoli preferite gli orari del mattino: è in questo momento che l’acqua, che è stata riciclata tutta la notte, è la più pulita.

Prevedete di far mangiare i bambini prima e dopo l’attività.

Tante volte presa d’assalto a Parigi, l’attività è spesso completa. Ma alcune piscine dispongono ancora di posti. Le iscrizioni si fanno in generale per l’anno scolastico. Ma è sempre possibile iscriversi durante l’anno pagando solo per i mesi rimanenti.

 

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